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Caccia

La caccia ai trofei come protezione della natura? I miti smascherati

Smascherati i più grandi miti del settore.

Redazione Wild beim Wild — 27 gennaio 2024

Nonostante la crisi sempre più grave della biodiversità è ancora legale cacciare specie minacciate per ottenerne trofei. Elefanti, rinoceronti, leopardi, leoni e orsi polari cadono spesso vittime di questa pratica crudele.

L'UE è il secondo maggiore importatore di trofei di caccia al mondo. Solo tra il 2014 e il 2018 sono stati importati quasi 15’000 trofei di caccia di singoli animali. Il settore ricorre spesso a messaggi fuorvianti per giustificare le proprie azioni, ma un nuovo rapporto, pubblicato da 30 organizzazioni non governative di tutta Europa e Africa, affronta scientificamente questi miti. Eccone solo alcuni:

Mito: La caccia ai trofei aiuta la protezione della natura

Fatto: Ha un impatto negativo sulle popolazioni di specie minacciate e protette.

I cacciatori ricreativi prendono spesso di mira animali grandi o forti, il che mette a rischio il patrimonio genetico di una popolazione e incide negativamente sulla sopravvivenza a lungo termine. Ciò mina anche gli sforzi delle comunità locali per la conservazione e la coesistenza, in quanto normalizza l'uccisione di animali selvatici per piacere personale.

Mito: Fa del bene alle comunità locali

Fatto: Per le comunità è una situazione in cui non si può che perdere.

Il settore della caccia ai trofei è pervaso da corruzione e cattiva gestione, che massimizzano i profitti di funzionari venatori, operatori di safari e funzionari governativi. Le comunità locali beneficiano, a seconda del paese, di soli 0,30-5,90 USD pro capite all'anno. Spesso le quote di caccia non raggiungono nemmeno le comunità locali.

Per la maggior parte delle comunità la caccia ai trofei è una situazione perdente. Perdono i loro animali selvatici sotto i fucili di cacciatori ricreativi stranieri e non traggono alcun beneficio dai proventi di questo letale commercio. La caccia ai trofei non sfrutta solo gli animali selvatici e la natura, ma priva anche le comunità locali del loro patrimonio e della loro futura esistenza.

Mito: La caccia ai trofei previene il bracconaggio

Fatto: Il bracconaggio e le pratiche illegali sono ampiamente diffusi nelle aree di caccia.

Esistono prove del fatto che nelle aree di caccia si pratica molto bracconaggio, il che porta a una decimazione delle popolazioni animali. Ciò è emerso in modo particolarmente evidente nella riserva naturale di Selous in Tanzania, la più grande area di caccia in Africa, dove tra il 2007 e il 2014 sono stati bracconati circa 55’000 elefanti, con un conseguente calo della popolazione dell'80%. In alcuni casi gli animali abbandonano le aree protette per rioccupare zone vuote nelle aree di caccia, solo per diventare vittime della caccia ai trofei.

Mito: La caccia ai trofei riduce i conflitti tra esseri umani e animali

Fatto: La caccia ai trofei aggrava i conflitti tra esseri umani e animali.

I cacciatori di trofei prendono spesso di mira esemplari maschi grandi e maturi, il che disturba le dinamiche sociali e aggrava i conflitti con gli esseri umani. Gli elefanti provenienti da popolazioni sottoposte a caccia illegale per un periodo prolungato, ad esempio, reagiscono spesso in modo più sensibile agli esseri umani e possono manifestare comportamenti aggressivi. La caccia può inoltre indurre i predatori a spingersi più frequentemente negli insediamenti umani, predando il bestiame come fonte di cibo facilmente accessibile.

La caccia ai trofei incontra una crescente opposizione da parte dell'opinione pubblica, degli Stati membri e delle organizzazioni non governative.

Il Parlamento europeo ha chiesto un divieto di importazione di trofei di specie protette, e Belgio, Paesi Bassi, Francia e Finlandia hanno già introdotto o stanno introducendo restrizioni alle importazioni. L'81% dei cittadini dei principali paesi europei importatori di trofei si oppone a questa pratica e chiede un divieto di importazione.

Azione di partecipazione: Chiedete al vostro comune, in ragione della catastrofica politica del Consigliere federale Albert Rösti (UDC), un'istanza di condono per le imposte federali e cantonali a seguito dell'abbattimento di lupi in Svizzera recentemente autorizzato. La lettera tipo può essere scaricata qui: https://wildbeimwild.com/ein-appell-fuer-eine-veraenderung-in-der-schweiz/

Ulteriori informazioni sulla caccia ricreativa: Nel nostro dossier sulla caccia raccogliamo fact-check, analisi e approfondimenti.

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