Zoo di Zurigo uccide dieci gelada
Lo Zoo di Zurigo ha ucciso la settimana scorsa dieci gelada (babbuini dal petto rosso) sani. La giustificazione ufficiale: la popolazione era cresciuta a 48 animali, non sono stati trovati posti liberi in altri zoo a livello europeo. L'organizzazione internazionale per la conservazione Pro Wildlife esercita forti critiche e il caso solleva questioni fondamentali sul trattamento della fauna selvatica in mani umane.
Lo Zoo di Zurigo ha ucciso la settimana scorsa dieci gelada (babbuini dal petto rosso) sani. La giustificazione ufficiale: la popolazione era cresciuta a 48 animali, non sono stati trovati posti liberi in altri zoo a livello europeo. L'organizzazione internazionale per la conservazione Pro Wildlife esercita forti critiche, e il caso solleva questioni fondamentali sul trattamento della fauna selvatica in mani umane.
«Quello che abbiamo vissuto a Norimberga si ripete ora a Zurigo», dice Laura Zodrow di Pro Wildlife. «Animali sani devono morire perché gli zoo continuano a riprodurre, senza un concetto di dove mettere gli animali. Questo non ha nulla a che fare con la conservazione delle specie.»
Cosa dice il diritto svizzero
A differenza di Germania, Austria o Lussemburgo, la legge svizzera sulla protezione degli animali (LPAn) nessun divieto esplicito di uccisione di animali sani senza motivo ragionevole. Sono punibili soltanto l'uccisione dolorosa e dolosa, ma non l'uccisione professionale di animali sani, purché avvenga senza dolore. Lo Zoo di Zurigo agisce quindi formalmente in modo legale, ma il diritto svizzero lascia aperta una lacuna di protezione evidente.
La fondazione per il Diritto degli Animali (TIR) critica esattamente questa lacuna: un'uccisione senza motivo oggettivamente giustificato contraddice la protezione della dignità animale, che è espressamente sancita nella LPAn, poiché la vita è il fondamento di ogni dignità. La LPAn protegge dignità e benessere degli animali, ma non nomina esplicitamente la vita stessa come scopo di protezione, una lacuna che dovrebbe essere urgentemente colmata.
Non un caso isolato, ma un problema sistemico
Pro Wildlife aveva già criticato l'uccisione dei babbuini della Guinea nel Tiergarten di Norimberga e sporto denuncia penale. I paralleli sono evidenti: primati sociali con bisogni complessi, strutture sovraffollate senza possibilità di fuga, nessun concetto di allevamento sostenibile e nessun programma realistico di reintroduzione in natura.
«Non si tratta di un fallimento isolato, ma di un problema sistemico nel settore degli zoo», spiega Zodrow. L'argomento della protezione delle specie vale solo se esistono programmi concreti di reintroduzione in natura, cosa che non è il caso per i gelada.
Il parallelo con la caccia per hobby
Il caso di Zurigo rivela una logica che wildbeimwild.com conosce molto bene dal dibattito sulla caccia: gli animali vengono deliberatamente fatti riprodurre e poi altrettanto deliberatamente uccisi quando diventano «sovrannumerari». Sia la caccia per hobby che la «gestione della popolazione» dello zoo giustificano l'uccisione di animali sani con presunte necessità oggettive: «cura», «regolazione delle popolazioni», «gestione delle specie». Dietro c'è lo stesso problema fondamentale: l'uomo strumentalizza gli animali selvatici e rivendica il diritto di decidere sulla loro vita.
Mentre i cacciatori per hobby sostengono che senza di loro le popolazioni selvatiche «esploderebbero», gli zoo sostengono che senza uccisioni la popolazione dei recinti sarebbe «destabilizzata». In entrambi i casi il problema è stato creato prima dagli interventi umani, attraverso cure eccessive o allevamento incontrollato. La vera protezione è diversa: inizia lasciando agli animali selvatici il loro posto in natura, invece di «gestirli» in cattività.
Cosa si richiede ora
Le richieste sono: la LPAn deve sancire la vita come scopo esplicito di protezione, analogamente alla regolamentazione tedesca. Gli zoo possono continuare ad allevare solo quando è garantita la sistemazione di tutti i cuccioli. E serve trasparenza pubblica sulle decisioni di «gestione della popolazione» negli zoo svizzeri.
Fonti: Pro Wildlife (comunicato stampa, 10 marzo 2026), Diritto degli Animali, tierwelt.ch
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