19 giugno 2026, 09:26

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Caccia

Svitto rivede l'ordinanza sulla caccia: i cacciatori per hobby dovranno regolare i predatori

Basta una serata di formazione affinché i cacciatori per hobby possano in futuro sparare ai lupi.

Redazione Wild beim Wild — 19 giugno 2026

Il Consiglio di Stato svittese ha rivisto l'ordinanza cantonale sulla caccia e sulla protezione della fauna selvatica.

Entra in vigore il 1° luglio 2026 e introduce due novità: i danni agricoli causati da oche selvatiche e cigni reali saranno d'ora in poi indennizzati tramite la cassa cantonale per i danni della selvaggina, e i cacciatori per hobby vengono formalmente coinvolti nella regolazione dei predatori. L'ordinanza stabilisce le condizioni alle quali le cacciatrici e i cacciatori per hobby potranno in futuro partecipare alle misure contro i predatori e alla regolazione dei branchi di lupi.

Il cantone scrive che le cacciatrici e i cacciatori interessati verranno «adeguatamente formati e sono in seguito autorizzati a partecipare». La parola «formati» merita un esame attento, poiché suggerisce una qualifica strutturata ed esaminata. Ciò che vi si cela realmente dietro è notevolmente meno.

Una sola serata come «formazione»

Come stabiliscono le prescrizioni svittesi sull'esercizio della caccia per l'anno venatorio 2026/27, il cantone prevede nell'estate 2026 tre formazioni regionali per le cacciatrici e i cacciatori per hobby in vista di un successivo coinvolgimento nella regolazione dei predatori. La partecipazione unica a una simile formazione è l'unico requisito per un futuro impiego. Nessun corso a più livelli, nessun esame, nessuna prova di capacità particolari. Basta un appuntamento.

Come si presenta nella pratica una simile «formazione» si può leggere nel cantone dei Grigioni, che ha già attuato il coinvolgimento dei cacciatori per hobby nella regolazione dei lupi. Lì, per partecipare basta frequentare un unico corso serale. La «Neue Zürcher Zeitung» ha quantificato la durata di questo corso in un'ora, durante la quale ai partecipanti veniva spiegato, con l'ausilio di immagini, come distinguere un lupo da un cane o da uno sciacallo dorato. L'organizzazione CHWOLF ha documentato lo svolgimento e ha calcolato circa due ore. Questo è il parametro reale dietro il termine «formazione»: una serata informativa, dopo la quale viene concessa l'autorizzazione ad abbattere un predatore protetto.

La direttrice del WWF Grigioni temeva già allora che la «formazione» equivalesse a una «infarinatura veloce, che non rende giustizia alla situazione». È proprio questa infarinatura veloce che il cantone di Svitto adotta ora come modello.

Il conflitto di interessi rimane

Indipendentemente dalla durata della formazione, il problema di fondo rimane: la regolazione dei predatori da parte dei cacciatori per hobby è soggetta a un conflitto di interessi. Chi trae vantaggio dall'assenza di lupi, perché questi predano gli stessi animali selvatici cacciati anche dalla caccia per hobby, non dovrebbe decidere sulla loro regolazione. Nel caso del branco del Chöpfenberg, nell'autunno 2025, l'effettivo incarico di abbattimento spettava ancora al servizio faunistico cantonale. Con l'ordinanza rivista, il cantone apre ora sistematicamente questo compito ai titolari di patente.

Il modello è noto da Svitto. Il cantone amplia passo dopo passo la caccia per hobby: prima la nuova caccia ai cinghiali, poi le competenze ampliate nella caccia al camoscio, ora il coinvolgimento nella regolazione dei predatori. Abbiamo documentato questo sviluppo in «Il cantone di Svitto apre per la prima volta la caccia ai cinghiali».

Un cantone con dei precedenti

Il fatto che proprio il cantone di Svitto trasferisca ampie competenze ai cacciatori per hobby ha un peso notevole alla luce del suo bilancio. Nel giugno 2026 il caso di due aquile reali avvelenate suscitò indignazione, un guardiacaccia cantonale accusò pubblicamente il proprio datore di lavoro di insabbiamento. A ciò si aggiungono un lama da protezione del bestiame ucciso a fucilate, trappole a laccio illegali e esche per lupi vietate, predisposte dal cantone stesso. Abbiamo raccolto la cronaca in «Aquile reali avvelenate, lama uccisi a fucilate, trappole illegali per lupi» e nell'articolo «Cantone di Svitto: eldorado per i crimini di caccia».

La domanda a cui il cantone non risponde con la sua ordinanza è la stessa della caccia ai cinghiali: chi controlla se la regolazione sia effettivamente necessaria, e basta una sera per decidere sulla vita e la morte di un predatore protetto? Maggiori informazioni sulla sistematica della criminalità venatoria svizzera nel nostro Dossier «Bracconaggio e criminalità venatoria in Svizzera».

Maggiori informazioni sul tema della caccia per hobby: Nel nostro Dossier sulla caccia raccogliamo verifiche dei fatti, analisi e approfondimenti.

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