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Mondo animale

Cambiamenti climatici e allergie al polline: una minaccia crescente

I cambiamenti climatici hanno conseguenze di vasta portata sull'ambiente e sulla salute delle persone e degli animali.

Redazione Wild beim Wild — 22 giugno 2025

Un aspetto spesso trascurato di questa sfida globale è l'aumento delle allergie al polline, amplificate dalle mutate condizioni climatiche.

L'aumento delle temperature e le variazioni dei regimi di precipitazione portano a un prolungamento delle stagioni vegetative. Le piante iniziano a fiorire prima e producono più polline, aumentando l'esposizione agli allergeni. In particolare, le piante allergeniche come graminacee, alberi ed erbe prosperano in queste condizioni.

Gli studi dimostrano che alcune specie vegetali, come l'ambrosia (artemisia) e le graminacee, producono più polline con il caldo. Questo è particolarmente problematico, poiché l'ambrosia è considerata uno degli allergeni più potenti in molte parti del mondo. La ricerca ha rilevato che un aumento della concentrazione di anidride carbonica nell'atmosfera può incrementare ulteriormente la produzione di polline.

Nicolas Trombert, che lavora anche come giardiniere, ha osservato che la sua sofferenza negli ultimi anni inizia sempre prima nella stagione e finisce sempre più tardi. In queste circostanze, afferma che è impossibile comporre i suoi mazzi senza farmaci. Il floricolture deve assumere antistaminici per tutta la stagione.

A causa del cambiamento climatico le stagioni delle allergie al polline sono cambiate. Le persone allergiche riferiscono sempre più spesso di una stagione pollinica precoce e prolungata. Ciò significa che le persone che in precedenza soffrivano di allergie solo in determinati mesi possono ora essere colpite per un periodo più lungo.

Un aumento delle temperature di pochi gradi può portare a un incremento significativo del carico pollinico. I modelli climatici mostrano che i periodi di fioritura potrebbero cambiare in molte regioni, aumentando la possibilità di entrare in contatto con gli allergeni.

L'aumento delle allergie ai pollini ha conseguenze per la salute che vanno oltre i sintomi come starnuti, prurito e difficoltà respiratorie. Studi hanno dimostrato che l'esposizione al polline è associata all'insorgenza di attacchi d'asma e altre malattie respiratorie. Ciò riguarda in particolare i bambini, i gruppi di popolazione vulnerabili e animali come i gatti.

Il cambiamento climatico non è solo una sfida per gli ecosistemi, ma ha anche effetti diretti sulla salute umana. L'aumento delle allergie ai pollini richiede un ripensamento nell'assistenza sanitaria e un adeguamento delle strategie di salute pubblica. Per affrontare le sfide imminenti, sono necessarie sia misure individuali sia sforzi collettivi per combattere il cambiamento climatico.

Il cambiamento climatico sembra aumentare non solo la quantità di polline, ma anche la sua aggressività. All'ospedale universitario di Losanna il reparto di allergologia è sovraccarico. Il tempo di attesa per un appuntamento è fino a nove mesi.

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