1 aprile 2026, 22:59

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Propaganda di caccia con l'uso di animali morti

Immagini cruente di caccia, in cui le persone sorridono e posano accanto alle carcasse di animali selvatici, sono comuni nella propaganda venatoria. Tali rappresentazioni banalizzano la violenza, offendono la sensibilità etica di molte persone e sono difficili da conciliare con una comprensione contemporanea del benessere degli animali, dei diritti dei minori e della comunicazione pubblica.

1. Movimento

Il Consiglio di Governo è incaricato di sottoporre al Gran Consiglio una proposta di modifica della Legge sulla caccia e la tutela della fauna selvatica (………) e dell'Ordinanza sulla caccia (………) e, se necessario, di altri decreti in materia di pubbliche relazioni, tutela dei minori e della comunicazione cantonale, con i quali verrà regolamentata in modo moderno la gestione delle immagini e della propaganda venatoria che coinvolgono animali morti nel Cantone di (………). La revisione legislativa deve, in particolare, garantire che…

  • che le autorità cantonali, le amministrazioni venatorie, le società pubbliche e le organizzazioni ad esse strettamente collegate non utilizzino immagini e video nelle loro comunicazioni, sui siti web, nei rapporti, nella presenza sui social media, nei materiali didattici e nei materiali informativi,
    • raffiguranti persone sorridenti, in posa o in posa di vittoria accanto ad animali selvatici uccisi o sanguinanti.
    • o su cui animali selvatici macellati, smembrati o altrimenti mutilati fungono da sfondo per l'autopromozione.
  • che vengano emanate chiare norme di condotta (codice) per le associazioni di caccia, i titolari di brevetti e le organizzazioni di caccia nel cantone di (…………) secondo le quali
    • La produzione e la distribuzione di immagini di caccia che mettono in scena animali selvatici uccisi a scopo di autopromozione, pubblicità o reclutamento sono considerate incompatibili con i principi della caccia etica, del benessere degli animali e della responsabilità sociale.
    • È vietato utilizzare loghi, emblemi o nomi di organizzazioni venatorie cantonali riconosciute in relazione a tali immagini e video.
  • che il cantone crei un meccanismo di controllo e sanzionatorio, mediante il quale, nei casi particolarmente evidenti di propaganda venatoria che utilizza animali morti, si possano adottare provvedimenti.
    • Possono essere imposte misure amministrative, tra cui avvertimenti, condizioni, sospensione o revoca della licenza o del permesso di caccia.
    • Le violazioni commesse nell'ambito della vigilanza cantonale sulla caccia e del rispetto del benessere degli animali vengono registrate e documentate.
  • che i minori non debbano in alcun caso essere utilizzati come sfondo per tali rappresentazioni e che la produzione e la distribuzione di immagini e video in cui bambini o giovani posano insieme ad animali selvatici uccisi siano espressamente vietate o limitate il più possibile dal diritto cantonale; le relative disposizioni devono essere coordinate con la mozione "I bambini devono essere protetti dalla violenza durante la caccia".
  • che i contenuti obbligatori siano inclusi nella formazione e nell'aggiornamento professionale dei cacciatori riguardo
    • standard etici minimi per la rappresentazione di animali selvatici in pubblico
    • gli effetti delle immagini violente su bambini, adolescenti e altre persone vulnerabili
    • la responsabilità della comunità dei cacciatori per l'immagine della caccia nella società.
  • che il Consiglio direttivo spiega nel messaggio
    • Come interagiscono oggi le rappresentazioni della violenza, la legislazione sul benessere degli animali, la tutela dei minori e dei giovani, nonché la legislazione sulla protezione della personalità e dei dati personali nell'ambito delle immagini di caccia.
    • quale margine di azione ha il cantone (………) nel regolamentare la propaganda venatoria con animali morti
    • Quale impatto potrebbero avere le normative proposte sulle pratiche di caccia, sulla comunicazione delle associazioni e sulla presenza sui social media.

Nella sua proposta, il consiglio di governo tiene conto delle necessarie disposizioni transitorie, in particolare per il lavoro di pubbliche relazioni in corso sulla caccia, i mezzi di comunicazione esistenti e l'adeguamento dei programmi di formazione e aggiornamento.

2. Breve spiegazione

Le foto di trofei di caccia spesso mostrano cacciatori che ridono o posano orgogliosamente accanto alle carcasse di animali selvatici, a volte con ferite da arma da fuoco ben visibili, sangue, interiora e corpi eviscerati. Tali rappresentazioni banalizzano la violenza e degradano gli animali uccisi, riducendoli a semplici oggetti di svago e autopromozione.

Per molte persone, tali immagini contraddicono una moderna concezione di benessere animale e di rispetto per gli animali selvatici. Suscitano disgusto e offendono la sensibilità morale, soprattutto quando appaiono senza filtri sui social media, negli spazi pubblici o negli ambienti frequentati da bambini e ragazzi.

La caccia viene spesso legittimata pubblicamente con la motivazione che viene praticata nell'interesse pubblico, per la tutela della fauna selvatica o delle foreste. Tuttavia, chi si mostra sorridente accanto alla carcassa trasmette un'immagine diversa: quella della caccia come attività ricreativa violenta. In tal modo, i cacciatori minano il proprio ruolo dichiarato di partner responsabili dello Stato nella gestione della fauna selvatica.

Chiunque affermi seriamente di avere rispetto per gli animali selvatici non si mette in posa ridendo accanto alle loro carcasse per foto e post sui social media.

Inoltre, vi sono aspetti legati alla psicologia infantile e adolescenziale. Le rappresentazioni di violenza che coinvolgono animali veri possono essere inquietanti per bambini e adolescenti, scatenando incubi e ansie e confondendo il confine tra l'uso legittimo degli animali e lo sfruttamento sadico. Le immagini in cui i bambini sono ritratti accanto ad animali morti e sembrano posare con orgoglio sono particolarmente problematiche. Normalizzano la violenza contro creature indifese e sfruttano i minori a fini di propaganda venatoria.

I cantoni godono di notevole discrezionalità nella regolamentazione della caccia e nella definizione di standard etici minimi per la sua pratica e presentazione. Le attività venatorie che danneggiano la reputazione della caccia sono già soggette a sanzioni. È quindi logico classificare anche la propaganda venatoria degradante che utilizza animali morti come una violazione delle pratiche venatorie etiche e della responsabilità sociale.

Secondo la legge federale, nessun cantone svizzero è obbligato a consentire la caccia ricreativa. È facoltà dei cantoni decidere se la caccia sia permessa o meno. Se un cantone decide di vietare la caccia, anche solo parzialmente, è libero di farlo in base alla Costituzione federale. Il cantone di Ginevra ha da tempo scelto questa via esemplare.

La presente mozione mira a stabilire una politica chiara e attuale per il cantone (………): La caccia rimane una forma di violenza contro gli animali legalmente tollerata e altamente regolamentata. Tuttavia, la messa in scena pubblica di questa violenza come occasione per sorridere, posare e vantarsi non rientra nel mandato legittimato dello Stato.

Le normative proposte tutelano la sensibilità etica della popolazione, rafforzano il benessere degli animali e i diritti dei minori, e impongono ai cacciatori di mostrare un livello minimo di umiltà e moderazione nel trattare gli animali che uccidono.