Testo modello: Divieto di caccia secondo il modello di Ginevra
Il cantone di Ginevra dimostra da decenni che rinunciare alla caccia per hobby è possibile e che né la sicurezza né l'agricoltura né la biodiversità ne soffrono. Al contrario: la caccia privata è vietata, la regolazione degli animali selvatici è affidata ai guardacaccia statali, che agiscono in modo mirato e sotto la chiara responsabilità della comunità.
1. Mozione
Il Consiglio di Stato è incaricato di sottoporre al Gran Consiglio un progetto per la modifica della legge sulla caccia e la protezione della fauna selvatica (………), della legge sui boschi e la natura (………) nonché di altri decreti pertinenti, con cui nel cantone (………) la caccia per hobby viene abolita gradualmente e sostituita da una gestione professionale della fauna selvatica secondo il modello del cantone di Ginevra. La revisione legislativa deve in particolare garantire
- che venga elaborato un concetto per la conversione dall'attuale sistema di patenti o concessioni di caccia a una gestione della fauna selvatica sotto responsabilità statale, che
- preveda l'abolizione dell'esercizio privato della caccia su mammiferi e uccelli
- contenga un piano graduato vincolante con regioni pilota, disposizioni transitorie e una data finale per la caccia per hobby.
- che dopo la scadenza del periodo transitorio gli interventi sovrani sui popolamenti di fauna selvatica (in particolare abbattimenti per danni da selvaggina, sicurezza stradale, epizoozie o sofferenza animale) vengano effettuati esclusivamente da guardacaccia cantonali o altri specialisti incaricati a tale scopo dalle autorità, analogamente al sistema del cantone di Ginevra.
- che i compiti, le competenze e le responsabilità della sorveglianza cantonale della caccia vengano definiti in modo che
- la regolazione della fauna selvatica sia chiaramente separata dal settore ricreativo
- gli interventi si basino su criteri comprensibili come prevenzione dei danni, sicurezza stradale e protezione degli animali
- i metodi impiegati corrispondano allo stato dell'arte di etica, tecnica e sicurezza (come l'uso di tecnologia di visione notturna e termografica per minimizzare errori di tiro e incidenti, come praticato a Ginevra).
- che le misure non letali ricevano sistematicamente priorità rispetto agli interventi letali, in particolare
- misure protettive in agricoltura (recinzioni, recinti elettrici, dissuasione, adattamento delle colture)
- misure nel bosco secondo i concetti foresta-fauna
- eventualmente ulteriori strumenti innovativi di controllo della fertilità o dissuasione, come quelli già sperimentati o valutati nella discussione sui cervi e altre specie.
- che il finanziamento del nuovo sistema sia regolato in modo trasparente, in particolare
- i precedenti proventi delle licenze di caccia o delle riserve vengano sostituiti da strumenti adeguati e socialmente compatibili
- i costi della gestione della fauna selvatica e della prevenzione dei danni vengano indicati in modo comprensibile e confrontati con la situazione attuale (caccia per hobby più risarcimenti)
- il Consiglio di Stato illustri se, seguendo l'esempio di Ginevra, si possa lavorare con i posti esistenti di guardiacaccia o se questi debbano essere adattati.
- che il Consiglio di Stato presenti un rapporto che
- riassuma le esperienze del Cantone di Ginevra con il divieto di caccia dal 1974 (evoluzione delle popolazioni di fauna selvatica, biodiversità, danni nell'agricoltura e silvicoltura, costi, accettazione nella popolazione)
- confronti con ciò la situazione attuale nel Cantone (………)
- mostri quali adattamenti del diritto federale sarebbero necessari o sensati per ancorare un modello secondo l'esempio ginevrino a livello intercantonale.
- che il Cantone (………) si impegni a livello federale e negli organi intercantonali affinché
- l'amministrazione professionale della fauna selvatica attraverso guardiacaccia statali sia riconosciuta come alternativa equivalente o superiore alla caccia per hobby
- le basi legali vengano sviluppate in modo che i Cantoni con divieto di caccia per cacciatori per hobby non abbiano svantaggi finanziari o organizzativi rispetto ai Cantoni dove si pratica la caccia.
Il Consiglio di Stato consideri nella sua proposta le disposizioni transitorie necessarie, in particolare per gli affitti di caccia esistenti, le licenze già rilasciate, le pianificazioni di caccia in corso e la riduzione socialmente compatibile dell'attuale numero di cacciatori per hobby.
2. Breve motivazione
Il Cantone di Ginevra conosce dal 1974 un divieto generale di caccia per cacciatrici e cacciatori privati. La popolazione ha deciso in una votazione popolare di abbandonare la caccia di milizia su mammiferi e uccelli. Da allora il diritto di sparare agli animali selvatici spetta allo Stato: gli abbattimenti avvengono attraverso guardiacaccia cantonali nel quadro di una gestione della fauna selvatica sotto responsabilità delle autorità.
Il bilancio dopo diversi decenni è notevole:
- La biodiversità si è sviluppata positivamente, molte popolazioni di fauna selvatica si sono stabilizzate o aumentate. Le valutazioni mostrano che principalmente gli uccelli acquatici e altre specie sensibili beneficiano della tranquillità senza caccia.
- Specie conflittuali come i cinghiali vengono regolate attraverso abbattimenti mirati e pianificati professionalmente. Gli animali vengono uccisi in interventi delimitati dai guardiacaccia, invece di essere cacciati da un gran numero di cacciatori per hobby durante tutta la stagione di caccia.
- A Ginevra vengono impiegati moderni ausili tecnici come amplificatori di luce e dispositivi a infrarossi. Gli abbattimenti avvengono in modo controllato durante la notte. Questo aumenta la precisione di tiro, diminuisce il disturbo e riduce il rischio di incidenti rispetto alla caccia per hobby diffusa di giorno.
Ginevra confuta così le narrative centrali della lobby venatoria: né l'agricoltura collassa, né i danni da selvaggina esplodono necessariamente quando vengono meno i cacciatori privati. Decisivo non è il numero di persone armate nel bosco, ma una gestione pianificata e professionale con obiettivi e responsabilità chiari.
Al contempo, il sistema ginevrino rafforza i principi fondamentali di un moderno stato di diritto:
- Gli interventi sovrani sui popolamenti di fauna selvatica sono un compito della collettività e non di gruppi ricreativi privati.
- La popolazione può esercitare responsabilità politica e controllo, perché la gestione avviene attraverso autorità democraticamente legittimate.
- Protezione animali, sicurezza e interessi di conservazione della natura si possono coordinare meglio quando ad avere la leadership sono uffici specializzati pubblici e non associazioni venatorie.
Il cantone (………) si trova, come altri cantoni, di fronte a grandi sfide: ritorno dei grandi predatori, crisi climatica, crescente utilizzo ricreativo, conflitti su boschi, agricoltura e biodiversità. Un sistema venatorio basato sulla caccia per hobby con patenti o riserve è storicamente cresciuto, ma non è necessariamente la migliore risposta a queste sfide.
Secondo il diritto federale, nessun cantone in Svizzera deve prevedere la caccia per hobby. È diritto dei cantoni decidere se permettere o meno la caccia. Se un cantone si decide contro o anche solo parzialmente contro la caccia, può farlo liberamente secondo la Costituzione federale. Il cantone di Ginevra ha da tempo scelto questa strada esemplare.
Ginevra dimostra che un'altra strada è possibile: politica della fauna selvatica senza caccia per hobby, ma con interventi mirati da parte di guardiacaccia, concetti chiari e alta trasparenza. Dopo cinquant'anni di esperienza questo modello non è più agli inizi, ma offre una base solida per altri cantoni che vogliono modernizzare fondamentalmente il loro ordinamento venatorio.
Con la presente mozione il Consiglio di Stato non viene invitato a copiare Ginevra senza riflessione. Deve piuttosto:
- valutare sistematicamente le esperienze del cantone di Ginevra
- elaborare un proprio concetto per una gestione professionale della fauna selvatica senza caccia per hobby, adattato alle condizioni del cantone (………)
- mostrare come una conversione socialmente sostenibile, conforme al diritto e finanziabile possa essere realizzata in più fasi.
Così il cantone (………) può diventare un pioniere di un diritto della fauna selvatica contemporaneo che mette al centro protezione animali, sicurezza, biodiversità e controllo democratico sugli interventi armati nella natura.
