3 aprile 2026, 18:12

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Zone libere dalla caccia e area pilota secondo il modello ginevrino

La Svizzera conosce con il Cantone di Ginevra da decenni un modello di successo senza caccia per hobby. Il Cantone (………) dovrebbe creare secondo questo esempio almeno un'area pilota più ampia libera dalla caccia, per sperimentare e accompagnare scientificamente una gestione della fauna selvatica senza caccia ricreativa.

1. Mozione

Il Consiglio di Stato è incaricato di sottoporre al Gran Consiglio un progetto di modifica della legge sulla caccia e protezione della fauna selvatica (………) nonché dell'ordinanza sulla caccia (…………) e eventualmente di altri decreti cantonali pertinenti. L'obiettivo è la creazione di zone libere dalla caccia e di un'area pilota su vasta scala secondo il modello del Cantone di Ginevra.

La revisione di legge e ordinanza deve in particolare garantire che:

  • che nel Cantone (………) venga delimitata almeno un'area pilota contigua, sufficientemente ampia e libera dalla caccia, in cui la caccia per hobby sia completamente vietata. Quest'area deve essere scelta in modo che:
    • siano rappresentati diversi tipi di habitat (ad esempio bosco, territorio aperto, zone di transizione)
    • sia possibile un confronto con aree limitrofe utilizzate per la caccia
    • vengano incluse o ampliate, quando possibile, aree protette esistenti, zone di quiete o riserve naturali.
  • che in quest'area pilota la gestione della fauna selvatica avvenga esclusivamente tramite organi statali, in particolare:
    • tramite guardiacaccia, uffici specializzati competenti e eventualmente personale specializzato appositamente formato
    • secondo criteri tecnici chiaramente definiti, ad esempio nel campo delle epizoozie, sicurezza stradale o situazioni singole con pericolo considerevole.
  • che nel resto del territorio cantonale venga creata la possibilità di delimitare ulteriori zone libere dalla caccia, ad esempio:
    • in aree ricreative densamente popolate
    • in habitat particolarmente sensibili per specie suscettibili ai disturbi
    • in aree con elevato utilizzo ricreativo da parte della popolazione.
  • che per l'area pilota libera dalla caccia venga elaborato e implementato un concetto di monitoraggio vincolante, che comprenda almeno i seguenti aspetti:
    • Sviluppo delle popolazioni di fauna selvatica e della biodiversità
    • Stato della vegetazione, rinnovamento forestale e colture agricole
    • Frequenza degli incidenti stradali con fauna selvatica
    • Occorrenza di conflitti tra uomo e fauna selvatica.
  • che il monitoraggio venga accompagnato da istituti specializzati indipendenti (ad esempio università, istituti di ricerca) e che i risultati vengano regolarmente pubblicati sotto forma di rapporti, per consentire un confronto con aree soggette a caccia.
  • che nell'area pilota libera dalla caccia e in altre zone libere dalla caccia:
    • vengano installati pannelli informativi sulla gestione libera dalla caccia e sui suoi obiettivi
    • la popolazione venga informata sulle regole di comportamento rispettoso (ad esempio obbligo di guinzaglio per i cani in determinati periodi, obbligo di seguire i sentieri in aree sensibili).
  • che il Consiglio di Stato valuti sistematicamente le esperienze del Cantone di Ginevra e di altre regioni senza caccia per hobby e le integri nella progettazione del progetto pilota, in particolare:
    • Forma organizzativa della gestione della fauna selvatica senza caccia ricreativa
    • Finanziamento e dotazione di personale
    • Comunicazione con popolazione, agricoltura e comuni.
  • che il Consiglio di Stato, dopo una durata appropriata del progetto pilota (ad esempio dopo dieci anni), presenti al Gran Consiglio un rapporto di valutazione completo che:
    • documenti gli effetti dell'area libera dalla caccia su fauna selvatica, biodiversità, foreste, agricoltura e traffico
    • valuti il potenziale di conflitto rispetto ad aree soggette a caccia
    • su questa base proponga se e come il modello di zone libere dalla caccia debba essere esteso nel cantone.

Il Consiglio di Stato espone nel suo messaggio:

  • quali possibilità legali ha il cantone per creare zone libere dalla caccia
  • come funziona in generale il modello ginevrino e quali elementi sono trasferibili al cantone (………)
  • quali superfici sono idonee per un'area pilota e secondo quali criteri deve avvenire la selezione
  • con quali ripercussioni organizzative e finanziarie per il cantone, i comuni e i settori interessati bisogna fare i conti.

2. Breve motivazione

L'affermazione della lobby venatoria che una gestione appropriata della fauna selvatica in Svizzera non sia possibile senza la caccia per hobby viene smentita dalla pratica. Il Cantone di Ginevra rinuncia da decenni alla caccia tradizionale per hobby e organizza la gestione della fauna selvatica attraverso organi statali. Gli animali selvatici non scompaiono là, non proliferano massicciamente, ma vengono regolati secondo criteri chiari e procedure trasparenti.

Un'area libera dalla caccia mostra cosa accade realmente senza la caccia per hobby. Chi afferma che la caccia sia indispensabile non dovrebbe temere una tale verifica della realtà.

Proprio in un paese densamente popolato con aree ricreative periurbane utilizzate intensivamente è ovvio esaminare modelli in cui:

  • nessun cacciatore per hobby armato si muove nelle immediate vicinanze di escursionisti, bambini e persone in cerca di svago
  • nessuna caccia ricreativa con compagnie di caccia, battute e attività di tiro abbia luogo nel paesaggio
  • i conflitti con la fauna selvatica vengano risolti attraverso prevenzione, pianificazione dell'habitat e interventi mirati e sotto responsabilità statale.

Le associazioni venatorie argomentano volentieri con presunte "cura" e "gestione" indispensabili da parte dei cacciatori. La realtà mostra tuttavia:

  • Le popolazioni di fauna selvatica sono influenzate principalmente da habitat, offerta alimentare, condizioni meteorologiche e malattie, non da singole quote di caccia.
  • La caccia causa a sua volta problemi considerevoli: disturbo, ferimenti, errori di tiro, ricerca di animali feriti, disturbo delle strutture sociali, stress e sofferenza negli animali.
  • L'affermazione che senza la caccia per hobby tutto sia fuori controllo è politicamente utile, ma scientificamente non provata, finché mancano confronti sistematici con aree libere dalla caccia.

Un'area pilota cantonale secondo il modello ginevrino offre l'opportunità di porre finalmente queste questioni su una base oggettiva e basata sui dati:

  • Come si sviluppano le popolazioni di fauna selvatica quando i cacciatori ricreativi non intervengono nelle popolazioni ogni anno.
  • Come cambiano il rinnovamento forestale, la vegetazione e i danni all'agricoltura in un contesto libero dalla caccia.
  • Come influisce la rinuncia all'attività venatoria su svago, sicurezza e percezione della popolazione.

Per il cantone (………) si presenta inoltre l'opportunità di prendere sul serio la propria responsabilità nei confronti della protezione degli animali e della biodiversità. Le zone libere dalla caccia possono:

  • creare aree di rifugio per la fauna selvatica che non sia costantemente sotto pressione venatoria
  • proteggere meglio specie sensibili e fasi vitali (riproduzione, allevamento, riposo invernale)
  • mostrare alla popolazione come può essere un diverso approccio con la fauna selvatica.

Che un tale modello funzioni lo dimostra il Cantone di Ginevra. È politicamente e organizzativamente impegnativo, ma legalmente possibile e praticamente testato. Invece di dibattere teoricamente sulla "caccia indispensabile", il cantone (………) dovrebbe utilizzare le proprie possibilità e istituire un'area pilota accompagnata scientificamente.

La mozione persegue quindi tre obiettivi centrali:

  • In primo luogo la creazione di almeno una grande area pilota contigua libera dalla caccia.
  • In secondo luogo la possibilità di designare ulteriori zone libere dalla caccia in spazi sensibili o fortemente utilizzati.
  • In terzo luogo un monitoraggio trasparente e indipendente che permetta confronti con aree soggette a caccia e che basi le discussioni politiche su fatti invece che su propaganda venatoria.