3 aprile 2026, 16:27

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IG Wild beim Wild critica il mercato di pellicce ad Altstätten

Come tali eventi uniscono tradizione, commercio e sofferenza animale.

Critica agli eventi di pellicce, pelli e trofei in Svizzera, esemplificata dal tradizionale mercato di pellicce ad Altstätten (SG) del 05 febbraio 2026.

Gli animali selvatici non sono merci per intrattenimento, prestigio e commercio.

La IG Wild beim Wild critica duramente gli eventi di pellicce, pelli e trofei in Svizzera. Tali manifestazioni presentano anno dopo anno animali selvatici uccisi come trofei, oggetti decorativi e merci commerciali. Ciò normalizza un trattamento degli animali selvatici che non è più contemporaneo e contraddice chiaramente le aspettative sociali riguardo all'etica animale e al rispetto per le creature viventi.

Gli organizzatori vendono questi eventi come conservazione della tradizione e come contributo alla cosiddetta gestione faunistica. In realtà, al centro ci sono animali selvatici uccisi, le cui parti del corpo vengono misurate, valutate, premiate o commerciate come merce. Questa pratica promuove una cultura trofeiistica obsoleta, in cui non conta l'animale come individuo senziente, ma la prestazione venatoria e la dimensione di corna, palchi o altri «segni di successo».

Particolarmente scandaloso è che tali eventi servano inoltre come mercato per il commercio di pelli. Vengono acquistate pellicce di volpe e altre pelli, valutate, talvolta premiate o estratte a sorte. Questo commercio ignora la sofferenza che sta dietro ogni singola pelliccia e contribuisce a considerare gli animali selvatici come materia prima. Mentre politica e società intraprendono passi verso la limitazione del commercio di pellicce, in Svizzera si continua a celebrare una forma commercializzata di caccia per hobby che è eticamente difficilmente giustificabile.

Ad Altstätten (SG) si svolge il 05 febbraio 2026 un tradizionale mercato di pellicce. Tali mercati non sono folklore, ma parte di un sistema che valorizza i corpi degli animali. Quando le pelli vengono commerciate a prezzi unitari, la sofferenza animale diventa calcolo. Proprio questa logica è incompatibile con una comprensione moderna della protezione della fauna selvatica incompatibile.

La IG Wild beim Wild sottolinea inoltre che la pratica venatoria presentata spesso trasmette un'immagine edulcorata. Nella realtà, i colpi mancati, gli animali feriti e le lunghe sofferenze fanno parte del quotidiano della caccia per hobby. Questi aspetti non vengono né tematizzati in tali eventi né comunicati apertamente dai responsabili. L'affermazione che le esposizioni di trofei servano all'analisi dello stato delle popolazioni selvatiche è difficilmente sostenibile. Gli strumenti di monitoraggio scientificamente supportati non necessitano di teschi e palchi esposti, che servono principalmente all'autorappresentazione. I trofei sono un'espressione materiale di animali selvatici uccisi, la cui qualità di abbattimento, ricerca dopo il ferimento e sofferenza raramente compaiono nell'immagine ufficiale.

Dal punto di vista della protezione animale è inoltre preoccupante che bambini e giovani vengano avvicinati a tali eventi senza che venga loro trasmesso un approccio rispettoso e contemporaneo nei confronti degli animali selvatici. Invece della trasmissione di conoscenze, è in primo piano uno spettacolo che banalizza la violenza e propaga un mondo venatorio romanticizzato.

Commercianti di armi, produttori di ottica, accessori da caccia, viaggi di caccia, lotterie di abbattimenti all'estero: si crea un sistema industriale venatorio di violenza, in cui abbattimenti e carcasse di animali fanno parte di un sistema di commercializzazione.

Chi uccide senza senso non protegge, e non serve a nulla alla società civilizzata. I cacciatori per hobby non garantiscono quindi popolazioni selvatiche sane o naturali, in particolare non con la loro abominevole caccia alla volpe. Tali eventi sollevano regolarmente questioni relative ad aspetti etici, prassi autorizzativa ed effetto sull'opinione pubblica, e dovrebbero essere finalmente sottoposti a una verifica fondamentale dal punto di vista politico e sociale.

La IG Wild beim Wild invita i responsabili di comuni, città e cantoni a ripensare fondamentalmente tali eventi. Una società civilizzata non ha bisogno di competizioni in cui animali selvatici morti vengono presentati come successi, e non ha bisogno di un mercato su cui le pellicce vengono spostate come qualsiasi merce commerciale. Sono necessari invece una comprensione rispettosa degli animali selvatici, un'ecologia faunistica scientificamente fondata e un abbandono della caccia per hobby.