30 maggio 2026, 04:22

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L'IG Wild beim Wild critica il mercato dei cacciatori a Weinfelden

Come tali eventi uniscono tradizione, commercio e sofferenza animale.

Critica agli eventi di pellicce, pelli e trofei in Svizzera, illustrata dall'esempio del tradizionale mercato delle pellicce di Weinfelden (TG) del 21 febbraio 2026.

Gli animali selvatici non sono merce per intrattenimento, prestigio e commercio.

L'IG Wild beim Wild critica nel modo più netto gli eventi di pellicce, pelli e trofei in Svizzera  Tali manifestazioni presentano anno dopo anno animali selvatici uccisi come trofei, oggetti decorativi e merce commerciale. In questo modo si normalizza un rapporto con gli animali selvatici che non è più al passo con i tempi e che contraddice chiaramente le aspettative della società in materia di etica animale e rispetto per le altre creature.

Gli organizzatori presentano questi eventi come cura della tradizione e come contributo alla cosiddetta gestione faunistica. In realtà al centro vi sono animali selvatici uccisi, le cui parti del corpo vengono misurate, valutate, premiate o commerciate come merce. Questa pratica promuove una cultura del trofeo ormai superata, in cui non conta l'animale come individuo senziente, bensì la prestazione venatoria e la grandezza di palchi, corna o altri «segni di successo».

Particolarmente scioccante è il fatto che tali eventi servano inoltre da mercato per il commercio di pellicce. In questa occasione vengono acquistate, valutate, in parte premiate o messe in palio pelli di volpe e altre pellicce. Questo commercio ignora la sofferenza che si cela dietro ogni singola pelliccia e contribuisce a considerare gli animali selvatici come materia prima. Mentre la politica e la società compiono passi verso una limitazione del commercio di pellicce, in Svizzera si continua a celebrare una forma commercializzata di caccia per hobby, eticamente difficilmente sostenibile.

Tali mercati non sono folklore, bensì parte di un sistema che attribuisce un valore ai corpi degli animali. Quando le pellicce vengono commerciate a prezzi unitari, la sofferenza animale diventa un calcolo. È proprio questa logica a essere inconciliabile con una moderna concezione della protezione della fauna.

L'IG Wild beim Wild fa inoltre notare che la pratica venatoria rappresentata trasmette spesso un'immagine abbellita. Nella realtà, tiri mancati, animali feriti e lunghe sofferenze fanno parte della quotidianità della caccia per hobby. Questi aspetti non vengono né affrontati in tali eventi né comunicati apertamente dai responsabili. L'affermazione secondo cui le esposizioni di trofei servirebbero all'analisi dello stato delle popolazioni selvatiche è difficilmente sostenibile. Gli strumenti di monitoraggio scientificamente fondati non necessitano di crani e palchi esposti, che servono principalmente all'autorappresentazione. I trofei sono un'espressione materiale di animali selvatici uccisi, la cui qualità dell'abbattimento, il recupero e la sofferenza non compaiono quasi mai nell'immagine ufficiale.

Dal punto di vista del benessere animale è inoltre preoccupante che bambini e ragazzi vengano avvicinati a tali eventi senza che venga loro trasmesso un rapporto rispettoso e attuale con gli animali selvatici. Anziché la trasmissione di conoscenze, in primo piano vi è uno spettacolo che banalizza la violenza e propaga un mondo venatorio romanticizzato.

Commercianti di armi, produttori di ottica, accessori da caccia, viaggi di caccia, sorteggi di abbattimenti all'estero: si sviluppa un sistema di violenza industriale della caccia, in cui abbattimenti e corpi di animali fanno parte di un sistema di commercializzazione.

Chi uccide senza senso non protegge, e alla societa civilizzata non serve a nulla. I cacciatori per hobby non garantiscono quindi popolazioni selvatiche sane o naturali, in particolare non con la loro abominevole caccia alla volpe. Tali eventi sollevano regolarmente domande su aspetti etici, prassi autorizzativa e impatto sull'opinione pubblica, e devono finalmente essere sottoposti a un esame fondamentale dal punto di vista politico e sociale.

La IG Wild beim Wild invita i responsabili nei comuni, nelle citta e nei cantoni a ripensare radicalmente tali eventi. Una societa civilizzata non ha bisogno di competizioni in cui animali selvatici morti vengono presentati come successi, e non ha bisogno di un mercato in cui le pelli vengono scambiate come una qualsiasi merce commerciale. Necessari sono invece una comprensione rispettosa degli animali selvatici, un'ecologia della fauna selvatica fondata su basi scientifiche e un abbandono della caccia per hobby.